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Se il numero di Lettori Totali è inferiore alla media di settore, ti consigliamo di verificare queste possibili criticità:

1. L’email si può leggere anche senza vedere le immagini?

Se il messaggio può essere letto senza dover necessariamente scaricare le immagini oppure si tratta di un messaggio testuale, privo di immagini, allora il sistema rileverà un numero inferiore di Lettori. Il valore misurato quindi è una sottostima del valore reale. Infatti la lettura di un messaggio viene rilevata soprattutto grazie ad un’immagine trasparente che, una volta scaricata, permette al sistema di determinare l’apertura del messaggio. In secondo luogo la lettura viene rilevata guardando se gli utenti, pur non scaricando le immagini, hanno comunque effettuato un clic. Nel caso quindi il destinatario non abbia ragioni sufficienti per sbloccare le immagini (ad esempio cliccando su “Fare clickqui per scaricare le immagini” in Outlook) si avrà un numero di Lettori inferiore. Non è quindi necessario preoccuparsi ne’ intervenire in alcun modo, visto che il risultato è inferiore alla media solo per un difetto del sistema di conteggio che non è tecnicamente in grado di rilevare l’effettivo numero di lettori in questi casi.

2. La lista degli indirizzi è “sporca”?

Se l’invio è effettuato ad una lista di destinatari che non si sono iscritti volontariamente e coscientemente, probabilmente si sta effettuando spam invece che email marketing. Inutile quindi aspettarsi elevati tassi di apertura se i destinatari non si aspettano di ricevere messaggi di questo tipo oppure se non riconoscono il mittente. Per migliorare i risultati quindi si consiglia di effettuare un invio a tutti quegli utenti che non hanno mai effettuato un clicko un’apertura in cui invitarli a confermare la propria iscrizione con un click. In caso contrario, verranno esclusi dai successivi invii. Un esempio può essere un’email dall’oggetto “Ultima possibilità per ricevere la Newsletter ABC”. Ripulire in questo modo la lista dei destinatari consente di migliorare non solo i tassi di apertura ma anche di migliorare la reputazione come mittenti di fronte ai server di posta riceventi.

3. Gli indirizzi sono stati raccolti male?

Nel caso invece una lista sia costruita in modo corretto, una possibile causa di “sporcizia” si può ritrovare nella modalità di acquisizione dei dati. Se i moduli di iscrizione infatti sono di tipo cartaceo, si potrebbero avere elevati tassi di errore nella trascrizione in digitale. Se invece la raccolta è effettuata tramite moduli di iscrizione online, si consiglia di adottare la modalità COI (Confirmed Opt-in) che significa che l’utente, una volta lasciati i propri dati, dovrebbe ricevere un’email in cui gli si richiede di confermare l’iscrizione, cliccando su un link. I moduli di iscrizione offerti da MailUp prevedono unicamente questa modalità di iscrizione. In alternativa, assicurarsi di inserire sempre due campi “email” (per ridurre gli errori di battitura) e di inviare una notifica di avvenuta iscrizione. Dopo i primi invii (circa 5) la pulizia della lista dovrebbe essere comunque completata, per cui l’effetto negativo sul tasso di apertura dovrebbe diminuire.
La possibilità di modificare il proprio indirizzo email offerta ai destinatari - attraverso l'autoprofilazione - può essere un buon modo di mantenere la lista aggiornata.

4. L’email non arriva

Un ridotto tasso di apertura può essere legato al fatto che l’email arriva in buona percentuale direttamente nella cartella “spam”. Raramente infatti i destinatari verificano la presenza di messaggi interessnti nella cartella della posta indesiderata. Si sottolinea che i sistemi di posta più sofisticati, come Gmail e Hotmail, garantiscono una “recapitabilità” o visibilità superiore a quei mittenti che riescono a coinvolgere i destinatari. Coinvolgere significa che stimolano azioni come l’apertura, il click, l’aggiunta del mittente in rubrica oppure la risposta all’email. Questo si traduce in un aumento della reputazione del mittente e quindi in un minor numero di email filtrate dai filtri antispam. A volte errori nel contenuto, nel codice html o nell’impostazione del messaggio possono determinare il blocco da parte dei filtri antispam. A volte può essere un solo link, contenuto nel messaggio ad esempio perché legato al server che ospita le immagini, a causare problemi. Si raccomanda per questo di usare le funzionalità Controllo spam e Analisi link, all'interno della sezione "Controlla", per accertare che non vi siano problemi a livello di messaggio. Un altro modo per rilevare problemi di recapito è analizzare i risultati (in termini di aperture o click) in relazione ai principali domini di destinazione.

5. Oggetto poco interessante

L’oggetto dell’email rappresenta, insieme al mittente, un fattore determinante dello scatenare l’apertura del messaggio. L’oggetto deve per questo riassumere in poche parole (ideale 4 o 5) il contenuto principale del messaggio, in modo da incuriosire il destinatario. Oggetti generici come “Newsletter n.10” o “News da ABC” difficilmente si conquisteranno molta attenzione. E’ importante anche non tradire la fiducia del ricevente con oggetti ingannevoli, che non trovano corrispondenza con i reali contenuti: dopo il primo picco di aperture infatti, ci si può trovare con un picco di disiscritti o con una riduzione delle aperture nei successivi messaggi. Per individuare l’oggetto più efficacie si può prendere spunto dalle campagne di keyword advertising in corso, oppure si può visualizzare le statistiche storiche, ordinando i messaggi in ordine di tasso di apertura per identificare le parole chiave che più hanno riscosso successo o ancora si può sfruttare l’invio A/B testing per provare più varianti su un piccolo campione di indirizzi per poi usare la variante vincente sul resto della lista.

6. Messaggio non profilato sui destinatari corretti

Il miglior modo di migliorare i risultati è intervenire sulla profilazione. Invii a gruppi più ristretti di messaggi più mirati consente di aumentare in modo importante i risultati. Per profilare i destinatari si suggerisce di agire sullo storico di aperture e click (eventualmente estendendo il periodo di conservazione dei dati di dettaglio), sfruttare meglio i punti di ingresso (moduli da compilare per iscriversi), collegare i dati con i sistemi interni (CRM, ERP, E-Commerce, Analytics), proporre sondaggi in modo occasionali o continuativo (attraverso AutoProfilazione) e sfruttando la fase di disiscrizione per richiederne il motivo.

7. Mittente non riconosciuto

Se il mittente non viene immediatamente identificato o ricordato, la probabilità che il messaggio venga aperto si riduce sensibilmente. E’ quindi importante informare il destinatario al momento dell’iscrizione riguardo a chi sarà il mittente (meglio in genere usare il nome dell’azienda o del prodotto come alias e non il nome di un singolo dipendente). Meglio ancora se proponendo un esempio, anche sotto forma di immagine miniatura, di un messaggio oppure dell’ultima newsletter inviata, invitando il nuovo iscritto a memorizzare in rubrica l’indirizzo del mittente. Per le stesse ragioni, si consiglia di evitare il cambio di mittente (sia come nome alias che come indirizzo email). Nel caso di co-registrazioni, cioè quando l’utente iscrivendosi lascia il proprio consenso a più soggetti differenti, è importante che l’informativa sia estremamente evidente, in modo che l’aspetto fondamentale su chi saranno i mittenti delle comunicazioni non sia annegata in una lunga e spesso non letta informativa sul trattamento dei dati personali.

8. La parte alta del messaggio è significativa?

Spesso il messaggio viene visualizzato nella finestra di anteprima, limitato quindi ad uno spazio di circa 600 pixel di larghezza e 200 di altezza. Nell’area alta del messaggio quindi può essere utile inserire un richiamo veloce al contenuto principale o un breve indice nel caso il messaggio sia composto da più notizie. In questo modo anche scorrendo velocemente il messaggio, si potrà portare all’attenzione del destinatario un argomento di suo interesse, incentivando quindi l’apertura completa del messaggio e l’eventuale click.

9. La Certificazione

Un ultimo modo per incrementare il tasso di aperture è quello di adottare la Return Path Certification. Si tratta di un accreditamento presso la più importante whitelist internazionale che – se ottenuta - consente di ottenere un duplice vantaggio: evitare il blocco predefinito delle immagini su importanti provider (Hotmail, Yahoo, MySpace…) e ottenere un percorso privilegiato verso al Inbox del destinatario, evitando quindi la cartella spam, su quasi 2 miliardi di caselle email.

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