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  • Autenticazione
    L’autenticazione è un insieme di tecniche volte a dotare i messaggi del sistema di trasferimento email con informazioni verificabili. Il suo scopo è quello di convalidare le identità delle parti che partecipano all’invio all'invio di un messaggio - in quanto possono modificarlo. I risultati di questa convalida possono quindi influenzare le decisioni di consegna, che non implicano alcun meccanismo di "filtraggio dei contenuti". Ci sono diversi metodi di autenticazione (FCrDNS, ADSP, SPF, DKIM, DMARC) e ciascuno di questi favorisce la reputazione e la valutazione della convalida del mittente.

  • Email commerciale
    Si tratta di una comunicazione di natura commerciale; il suo obiettivo è la promozione di un prodotto o un servizio.

  • Email transazionali 
    Un’email transazionale viene solitamente inviata in seguito a una specifica azione dell’utente (per esempio un ordine online). Le email transazionali sono ricevute, conferme, promemoria o qualsiasi altra email di natura non commerciale i cui contenuti sono modellati su un preciso destinatario. Dal punto di vista normativo (CASL http://blog.mailup.it/2014/04/casl-canada-spam/), un’email che include contenuti commerciali è considerata un’email commerciale (vedi sopra).

  • Engagement (Coinvolgimento)
    Misura come gli iscritti interagiscono con i tuoi messaggi. Il livello di coinvolgimento – determinato dai tassi di apertura del messaggio, il tempo speso nella visualizzazione, i clic e le risposte – migliora la reputazione del mittente e la deliverability. Un coinvolgimento molto basso – assenza di azioni da parte del destinatario o, peggio ancora, eliminazione del messaggio o sua segnalazione come spam – causa problemi di deliverability nel breve periodo.

  • Envelope Sender / Return Path
    Un indirizzo email a cui sono recapitati i messaggi errati (bounce) asincroni. Dal momento che questo indirizzo email è incluso nell’header dell’email, il suo dominio prende parte al processo di valutazione della reputazione.

  • Filtraggio dei contenuti / Fingerprinting 
    Sono tecniche volte a valutare il contenuto di un’email (parole specifiche, URL o "chunk") per individuare i messaggi spam e i suoi modelli. Il filtraggio dei contenuti è più utilizzato nel mondo aziendale, dove gli amministratori di sistema possono impostare restrizioni sui contenuti che ricevono i dipendenti. A livello dei consumatori i principali ISP (ad esempio Google, Yahoo!), per bloccare lo spam, considerano i parametri di autenticazione, reputazione e coinvolgimento dell'utente (vedi "Engagement") più affidabili del filtraggio dei contenuti – anche se possono adottare entrambi gli strumenti.

  • IP condiviso
    È un gruppo di indirizzi IP usati per più clienti, i quali condividono metriche di reputazione comuni e permettono –nel loro insieme– di mantenere una consistente frequenza di invio.

  • IP dedicato 
    È un indirizzo IP utilizzato esclusivamente per un mittente o per una parte del suo traffico email (per esempio le email transazionali). Quando si usa un IP dedicato, il traffico di email che parte da quell'indirizzo IP è isolato rispetto agli altri. Una consistente frequenza di invio – così come l’alta qualità dei messaggi inviati – sono fattori cruciali per costruire e mantenere una buona reputazione. La mancanza di volumi di invio e/o o di frequenza può causare una mancanza di reputazione per l'IP dedicato, che di conseguenza può portare a problemi di deliverability. Per questo motivo l’adozione di un indirizzo IP non è raccomandabile in assoluto, ma da valutare caso per caso.

  • Rate limiting / Throttling
    Rate limiting è il processo con cui gli ISP ritardano la consegna delle email indesiderate (o sconosciute), filtrano lo spam e garantiscono che la posta desiderata (per esempio le email transazionali) raggiungano tempestivamente la casella di posta in arrivo. Ogni ISP ha i propri limiti di invio basati su condizioni temporali (ora e giorno), così da regolare e ridurre il volume di invio quando è troppo alto o troppo basso.

  • Dominio / Dominio Apex
    La parte del dominio utilizzato da un mittente per inviare le email (per esempio mycompany.com). Si tratta della radice di tutti i meccanismi di reputazione e di autenticazione, e dovrebbe essere direttamente collegata al sito dell’azienda o alla sua brand identity.

  • SottodominioSotto-dominio
    È un dominio di livello inferiore. Se mycompany.com (http://mycompany.com/) è il dominio di primo livello (apex), news.mycompany.com (http://news.mycompany.com/) è un suo sottodominiosotto-dominio. Dal momento che solitamente il dominio apex è già configurato per servire adeguatamente il sito aziendale del mittente - ed eventuali modifiche potrebbero avere effetti collaterali indesiderati - è consigliabile che un mittente crei dei sottodomini per inviare email (domini di terzo livello come news.mycompanyname.com e di quarto livello come bounce.news.mycompanyname.com). La scelta del dominio, del sottodominio sotto-dominio e delle denominazioni è fondamentale, perché può avere un effetto determinante su come gli ISP e le autorità antispam anti-spam considerano il tuo flusso di email. Per maggiori informazioni consulta la sezione Guida alla configurazione che trovi più avanti.

  • Web interface domain:
    Un sottodominio sotto-dominio che sarà usato:
    • In tutti i link tracciati nelle tue email
    • Nell’URL della versione web del messaggio
    • Nell’URL di tutte le pagine web usate dal sistema (per esempio la landing page di conferma iscrizione)
    • Nell’URL della tua piattaforma MailUp

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  1. Scegli il dominio FROM
    Quale dominio utilizzerai per inviare con MailUp? Il tuo dominio di primo livello (cioè il dominio apex di cui abbiamo parlato sopra) o un sottodominio (ad esempio news.mydomain.com)? Nel primo caso il FROM EMAIL figurerebbe più o meno come updates@mydomain.com, nel secondo come updates@news.mydomain.com. La decisione si basa sulla tua possibilità di accedere e modificare i record DNS di quel dominio. Puoi verificare con la persona addetta all’accesso all'accesso al sistema di gestione del dominio.
    Negli esempi a seguire abbiamo assunto che il dominio di invio corrisponda al dominio apex (mydomain.com). Se non puoi modificare i record DNS del tuo dominio apex, allora dovrai configurare un sottodominio sotto-dominio (ad esempio news.mydomain.com) e fare riferimento a quello (al posto di mydomain.com) nei passaggi descritti di seguito.

  2. Verifica il tuo FROM EMAIL
    Ora che hai scelto il dominio FROM, devi creare un FROM EMAIL sotto quel dominio e verificarlo nel tuo account MailUp. Per prevenire eventuali abusi, MailUp richiede che il FROM EMAIL sia verificato prima di essere utilizzato. La verifica è molto semplice: MailUp invierà un messaggio di verifica all’indirizzo all'indirizzo FROM EMAIL fornito, e avrai bisogno di cliccare nel link contenuto nel messaggio. Puoi verificare il FROM EMAIL quando configuri una lista nel tuo account MailUp, quando imposti un nuovo invio o aggiungendo una nuova email mittente dalla pagina di Controllo deliverability.

  3. Configura il record SPF per il dominio di invio
    Aggiungere l'autenticazione SPF è facile. Ecco quello che devi fare.
    • Contatta la tua società di web hosting, o la società con cui hai registrato il dominio, oppure l'amministratore di rete che gestisce il tuo dominio.
    • Digli che hai bisogno di una modifica ai record DNS (Domain Name System)
    • Se non hai ancora pubblicato un record SPF, digli di aggiungere questo record TXT:  

    v=spf1 include:musvc.com ~all 

    • Se hai già attivo un record SPF (ossia, hai un record TXT che inizia con v=spf1), allora digli di aggiungere la stringa "include:musvc.com" prima della keyword finale "all".

    esempio: v=spf1 include:mydomain1.com include:mydomain2.com include:musvc.com ~all 

    • Se tu, o l'amministratore di rete, per qualsiasi motivo, non volete utilizzare una direttiva di include, sostituisci "include:musvc.com" con "ip4:93.174.64.0/21". Tieni presente però che il metodo include è preferibile poiché ti eviterà di fare ulteriori modifiche nel caso dovessimo aggiungere altre sottoreti.
    • Attendi 24-48 ore: ci vuole un pò di tempo affinché le modifiche al DNS si propaghino sulla rete.
    • Verifica nella pagina Controllo deliverability che le email mittente con il tuo dominio superino il test SPF.

  4. Abilita l'autenticazione DKIM
    Aggiungere l'autenticazione DKIM è semplice. Ecco cosa devi fare.
    • Contatta la tua società di web hosting, o la società con cui hai registrato il dominio, oppure l'amministratore di rete che gestisce il tuo dominio.
    • Digli che hai bisogno di una modifica ai record DNS (Domain Name System)
    • Chiedigli di creare questi due CNAME (ricordati di sostituire mydomain.com con il tuo dominio)

      (1) ml01._domainkey.mydomain.com
    • ... e fallo puntare a

      ml01.dkim.musvc.com
      (2) ml02._domainkey.mydomain.com
    • ... e fallo puntare a
      ml02.dkim.musvc.com
    • Se non è possible creare un CNAME, puoi anche implementare l'autenticazione DKIM facendo delle modifiche ad alcuni record TXT delle impostazioni DNS. In tal caso, contattaci per maggiori dettagli.
    • Attendi 24-48 ore: ci vuole un po' di tempo affinché le modifiche si propaghino sulla rete.
    • Verifica nella pagina Controllo deliverability che le email mittente con il tuo dominio superino il test DKIM.

    Ti ricordiamo che per utilizzare la firma DKIM personalizzata, i seguenti indirizzi email (role accountsaccountabuse@mydomain.com e postmaster@mydomain.com devono essere attivi, poter ricevere la posta ed essere monitorati.
    Se utilizzi un sottodominio come dominio di invio (per esempio s m.mydomain.com) devi anche inoltrare quelle email (abuse@m.mydomain.com e postmaster@..) a abuse@mailup.com

     

  5. Configura l’interfaccia di dominio (opzionale)
    Se desideri usare un’interfaccia di dominio personalizzata (vedi la voce nel Glossario), puoi creare un C-NAME nel tuo sistema di gestione di dominio (per esempio news.mydomain.com) e puntare a c.mailup.com
    Per poter utilizzare un’interfaccia di dominio personalizzata, è necessario avere attiva una piattaforma Edizione PRO oppure ENTERPRISE.

  6. Configura un Envelope Sender personalizzato (opzionale)
    Usando un Envelope Sender personalizzato (vedi la voce nel Glossario) puoi "allinearlo" con l’indirizzo FROM EMAIL, che permette maggiori configurazioni avanzate per l’invio.  Questo indirizzo può essere qualsiasi account email a tua scelta sotto lo stesso dominio di quello utilizzato per il FROM EMAIL (per esempio se il FROM EMAIL è news@mydomain.com, l’Envelope Sender potrebbe essere bounce@mydomain.com). Affinché il sistema MailUp possa essere in grado di elaborare le email errate (bounce), sarà necessario l’accesso inviato a quell’indirizzo. Sono due le opzioni:

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mx67202.newsletter.mydomain.com TXT spf2.0/pra ip4:93.174.64.0/21 include:musvc.com ~all

8. Enable DMARC:

Poiché il DMARC è basato sul SPF e DKIM tutti gli step precedenti devono essere completati prima di poter abilitare il DMARC

Il seguente record di tipo TXT deve essere aggiunto ai record DNS del dominio di invio:  _dmarc.mydomain.com
Il valore del campo TXT può cambiare a seconda della policy scelta

Un record DMARC semplice è il seguente: v=DMARC1; p=quarantine; pct=100; rua=mailto:dmarc.rua@mycompany.com; ruf=mailto:auth-reports@mycompany.com.

dove:
v è la versione (DMARC1 è l'unica disponibile)
* p è la policy. Valori accettabili sono *none* (non fare nessuna azione, raccogli solo i dati e manda gli avvisi) *quarantine* (considera sospetta la mail che non passa il DMARC) *reject* (blocca tutte le email sospette)
pct è la % di messaggi non allineati che devono essere rifiutati (da 1 a 100 dove 100 significa tutti i messaggi)
rua: Invia i report aggregati a questo indirizzo (deve essere monitorato)
ruf: Invia i report dettagliati (Forensic) a questo indirizzo

Gli indirizzi email che ricevono i report possono essere su qualsiasi dominio, non necessariamente quello usato per l'autenticazione.

Noi consigliamo caldamente di abilitare progressivamente il DMARC utilizzando la policy p=none all'inizio. Controllate il traffico per intercettare anomalie nei report (ad esempio messaggi non correttamente firmati / allineati).
Una volta verificato che tutti i messaggi legittimi sono autenticati potete cambiare la policy in p=quarantine.
Rivedete i risultati ancora una volta (guardate anche nello spam) e quando siete assolutamente sicuri che tutti i messaggi sono firmati e autenticati potete cambiare la policy in p=reject per utilizzare in pieno il DMARC 

Potete anche sfruttare il parametro pct per evitare di avere subito un impatto su tutte le vostre email. In ottica molto conservativa, dopo aver abilitato la policy "quarantine" potete iniziare con pct=1 e poi aumentare progressivamente a 10, 25, 50, 100