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Spesso risulta comodo impostare come indirizzo del mittente un noreply@example.com, in questo modo non è necessario gravarsi dell'onere di gestire tutte le risposte. Questa pratica, sebbene lecita, è però sconsigliata per diversi motivi:

ANAGRAFICA AGGIORNATA
Al mittente solitamente arrivano gli autoreply (out of office…), ed in particolare quelli che invitano a scrivere ad un nuovo indirizzo perchè il primo è stato dismesso. Non gestirli significa quindi perdere utenti regolarmente iscritti che si sono registrati nel tempo: un indirizzo email infatti ha una vita media di circa 2,5 anni.

I MESSAGGI DI ERRORE (BOUNCE) NON ARRIVANO
Inviando con MailUp tutti gli eventuali errori di recapito non arrivano al mittente ma, attraverso un header nascosto Return-Path, arrivano direttamente a MailUp che provvede a classificarli e gestirli in automatico. Casi di bounce inviati direttamente al mittente sono pressochè azzerati (si parla di 1 caso su 1 milione mediamente). In questi casi il messaggio di bounce può essere inoltrato, completo di header, ad uno speciale indirizzo che viene comunicato al cliente, in modo che venga comunque processato automaticamente.

GESTIRE IL DIALOGO
Ricevere commenti, osservazioni o richieste dev'essere percepito come un valore importante per il mittente e non come una scocciatura. Per ogni cliente che scrive ve ne sono almeno altri 20 che hanno pensato alla stessa cosa ma non si sono presi l'onere di scrivere. Ricevere queste osservazioni permette di migliorare procedure, testi sul sito internet, testi sull'email, prodotti ecc. L'interazione dovrebbe essere incentivata e non scoraggiata.
Se ci sono tipologie di richieste che vanno incanalate verso altre vie (es. call center, form, forum, ecc) è sufficiente impostare un AUTORISPONDITORE sulla casella del mittente, che in automatico risponda indicando quali sono le modalità di contatto corrette a seconda della tipologia di richiesta.

RISPETTARE LA NORMATIVA SULLA PRIVACY
Potrebbero pervenire richieste (come ad esempio richieste di cancellazione o modifica dei dati, o altre richieste sul trattamento dei dati) che non ricevendo risposta entro 15 giorni potrebbero rendere il mittente comunque passibile di una sanzione da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali, nel caso limite. 

RIDURRE I RISCHI DI ESSERE BLOCCATI PER SPAM
In alternativa, l’utente dopo aver richiesto via email, di cancellarsi, non farà altro che bloccare il mittente o segnalarlo come spam, comportando così una diminuzione della reputazione del mittente con conseguente impatto sulla deliverability dei futuri messaggi.

IMMAGINE
L'immagine di una azienda in grado di ascoltare i propri utenti è ben diversa dall'immagine di un'azienda che si rende palesemente incontattabile.

CERTIFICAZIONE
Se si vuole ottenere la certificazione del mittente (tramite appositi sistemi), uno dei requisiti è appunto la gestione della casella del mittente.

> COME IMPOSTARE UN MITTENTE NOREPLY

Se comunque il mittente preferisce non gestire le risposte, è possibile:

a) creare una casella email noreply@example.com ma non gestirla, impostandola per eliminare in automatico le email entranti

b) creare una casella noreply@example.com che verrà impostata anche come Return-Path. Qui verranno ricevuti cioè anche tutti gli errori / bounce. La casella può essere impostata come Return-Path della piattaforma (non della lista) scrivendo al supporto e comunicando indirizzo email, nome utente, password e server POP per accedervi. Attenzione, è possibile modificare la casella una sola volta. L'opzione è riservata solo ai clienti che hanno sottoscritto l'opzione NO LOGO MAILUP. La casella dev'essere sufficientemente capiente e performante per poter trattare il traffico bounce previsto. MailUp accede mediamente ogni 12 ore per scaricare tutti i bounce. La casella non deve essere scaricata da nessun altro se non da MailUp pena la mancanza della gestione dei bounce con conseguenti problemi di deliverability.

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